{"id":6001,"date":"2021-12-20T09:44:40","date_gmt":"2021-12-20T08:44:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lolipharma.it\/it\/?p=6001"},"modified":"2021-12-20T11:02:16","modified_gmt":"2021-12-20T10:02:16","slug":"dismetabolismi-e-alterazioni-metaboliche-quali-sono-le-piu-frequenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lolipharma.it\/it\/dismetabolismi-e-alterazioni-metaboliche-quali-sono-le-piu-frequenti\/","title":{"rendered":"Dismetabolismi e alterazioni metaboliche: quali sono le pi\u00f9 frequenti?"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.14.1&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong>Con il termine &#8220;dismetabolismo&#8221; si intende l\u2019alterazione del metabolismo di un individuo.<\/strong> Essendoci numerosi processi metabolici a regolare finemente il nostro organismo, il dismetabolismo pu\u00f2 essere di varia natura a seconda del processo compromesso.<\/p>\n<p><strong>I pi\u00f9 classici dismetabolismi sono legati al peggioramento del quadro lipidico, glicemico e dell\u2019acido urico.<\/strong> Pertanto, al nostro organismo come una macchina finemente perfetta, per mantenerla tale \u00e8 importante individuare e, in caso correggere, il prima possibile le alterazioni metaboliche presenti, in quanto, se non si interviene anche solo con il cambiamento di stile di vita, il paziente pu\u00f2 intercorrere in un elevato rischio di danneggiamento dell\u2019apparato cardiovascolare.<\/p>\n<h2>ALTERAZIONI METABOLICHE<\/h2>\n<p>Quasi sempre nelle fasi iniziali, tutte le alterazioni metaboliche non si associano a nessun tipo di sintomi. L\u2019unico modo per individuare queste disfunzioni \u00e8 la prevenzione. Prevenzione di che genere? Ovviamente si parla del classico controllo delle analisi del sangue annuale, che aiuta a individuare subito anche i pi\u00f9 flebili campanelli di allarme.<\/p>\n<p><strong>Dismetabolismo lipidico<\/strong><br \/><strong>Per il sistema cardio metabolico l\u2019alterazione del quadro lipidico rappresenta il pi\u00f9 importante campanello di allarme.<\/strong> Quando si parla di quadro lipidico, l\u2019ambiente medico si riferisce soprattutto ai livelli sanguigni di alcune specifiche sostanze: trigliceridi e colesterolo. Le nuove linee guida americane ed europee sulla gestione delle dislipidemie stabiliscono il valore di 150 mg\/dl come soglia per i trigliceridi ed anche come obiettivo terapeutico. Per quanto concerne il colesterolo, si pu\u00f2 parlare di ipercolesterolemia quando si presentano differenti quadri: elevati livelli di colesterolo totale, elevati livelli di lipoproteine a bassa densit\u00e0 (colesterolo LDL) o bassi valori di lipoproteine ad alta densit\u00e0 (colesterolo HDL). [1]<\/p>\n<p>Infatti, <strong>\u00e8 molto importante analizzare il colesterolo non solo nei suoi livelli plasmatici totali ma anche quello trasportato dalle lipoproteine.<\/strong> I valori soglia da considerare dipendono strettamente dai fattori di rischio coesistenti nel paziente, come ad esempio diabete, ipertensione, sovrappeso e obesit\u00e0, fumo di sigaretta, familiarit\u00e0 etc., e in linea generale si raccomanda di mantenere i livelli di colesterolo totale inferiori a 200 mg\/dl, mentre per quanto riguarda il colesterolo LDL i valori soglia si basano sulla valutazione del rischio cardiologico (da &lt; 115 mg\/dl per le categorie di rischio basse a &lt;70 mg\/dl nella categorie di rischio alto).<\/p>\n<p>Le categorie di rischio vengono stabilite sul punteggio SCORE, che stabilisce il rischio cardiovascolare totale considerando et\u00e0, sesso, abitudine al fumo, pressione arteriosa e livelli lipidici. [2]<\/p>\n<p><strong>Dismetabolismo glucidico<\/strong><br \/>La glicemia rappresenta uno dei principali parametri che pi\u00f9 facilmente viene compromesso a seguito di una dieta squilibrata. Nella concezione comune si associa l\u2019alterazione della glicemia immediatamente alla diagnosi di diabete, ma esistono degli stati intermedi, precedentemente definiti come pre-diabete e ad oggi identificati come stati di disglicemia. <strong>I pazienti in stati di disglicemia vengono identificati sulla base di tre parametri<\/strong> [3]:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Alterata glicemia a digiuno<\/span> (o impaired fasting glucose, IFG), caratterizzata da valori tra 100 e 125 mg\/dl<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Ridotta tolleranza al glucosio<\/span> (impaired glucose tolerance, IGT), ossia glicemia a 2 ore dopo carico di glucosio tra 140 e 199 mg\/dl<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Emoglobina glicata<\/span> (HbA1c) tra 6,00 e 6,49%<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il paziente in stati di disglicemia \u00e8 un paziente che deve essere sottoposto a particolare attenzione in quanto \u00e8 un individuo ad alto rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2. Si stima, infatti, che<strong> il 26% dei pazienti con diagnosi di alterata glicemia a digiuno e il 50% di quelli con diagnosi di alterata tolleranza al glucosio sviluppano diabete mellito di tipo 2 nei successivi 5 anni dalla prima diagnosi.<\/strong> [4]<\/p>\n<p>La patologia diabetica non \u00e8 l\u2019unica a poter colpire questi pazienti, essi, in effetti, possiedono anche un maggior rischio di eventi cardiovascolari rispetto agli individui con parametri normali di glicemia. Spesso questi stati disglicemici non sono facilmente associabili a sintomi importanti, rimane quindi di rilevanza la prevenzione attraverso analisi del sangue routinarie.<\/p>\n<p>A sottolineare questo aspetto si possono analizzare i dati pubblicati dal Dott. Brunetti e colleghi nello studio<em> \u201cPrediabetes, undiagnosed diabetes and diabetes risk in Italy in 2017-2018: results from the National screening campaign in community pharmacies\u201d<\/em>. [5] I risultati dello studio mostrano come su 94.076 volontari a digiuno, di et\u00e0 &gt;20 anni, il 39,9% riscontravano valori di IFG &gt;100 mg\/dl, rientrando nello stato disglicemico.<\/p>\n<p><strong>Obesit\u00e0 e sovrappeso<\/strong><br \/>L\u2019obesit\u00e0, ad oggi, \u00e8 una delle principali sfide che la medicina moderna si trova ad affrontare. La sua prevalenza, soprattutto nei paesi sviluppati, sta crescendo in maniera esponenziale, tanto da indurre <strong>l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 a definire l\u2019obesit\u00e0 come l\u2019epidemia del XXI secolo.<\/strong><\/p>\n<p>Recentemente, la stessa organizzazione ha definito l\u2019obesit\u00e0 come una malattia cronica al pari di altre, quali il diabete, causa da uno squilibrio energetico tra calorie introdotte e calorie consumate. Tutto ci\u00f2 \u00e8 la conseguenza di due aspetti: un aumento dell\u2019intake di cibo ad alto contenuto energetico, ricco in grassi e zuccheri e una riduzione dell\u2019attivit\u00e0 fisica praticata. In Italia, si registrano 25 milioni di persone in eccesso ponderale, di cui quasi un terzo con diagnosi di obesit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I dati pubblicati relativi al 2017 sulla situazione italiana hanno mostrato un aumento di eccesso ponderale in qualsiasi fascia di et\u00e0 nel sesso maschile.<\/strong> Nelle donne, invece, l\u2019andamento generale \u00e8 un aumento della percentuale di casi in eccesso ponderale che si accentua soprattutto se si prendono in considerazione le fasce di et\u00e0 tra i 18 e i 24 anni e quella di donne con anni superiori ai 64. C\u2019\u00e8 da sottolineare che queste condizioni non si presentano omogeneamente sul territorio italiano. <strong>Le regioni del Sud Italia registrano una percentuale di eccesso ponderale maggiore rispetto a quelle del Nord, sia nella popolazione adulta che in quella pediatrica.<\/strong> [6]<\/p>\n<ul><\/ul>\n<h2>MALATTIE METABOLICHE: QUANDO LE ALTERAZIONI DIVENTANO PATOLOGIA<\/h2>\n<p>L\u2019identificazione di stati iniziali e borderline di alterazioni metaboliche permettono di intervenire immediatamente sul paziente quando ancora la situazione \u00e8 reversibile e di evitare, o quanto meno rallentare, la progressione verso stati patologici veri e propri.<\/p>\n<p><strong>Diabete<\/strong><br \/><strong>Una delle malattie croniche-degenerative pi\u00f9 diffusa al mondo<\/strong> \u00e8 sicuramente la patologia diabetica, diagnosticata in presenza di sintomi solo con la glicemia casuale \u2265 200 mg\/dl, o altrimenti con la presenza di due delle seguenti condizioni [3,7]:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Glicemia a digiuno<\/span> \u2265 126 mg\/dl (almeno 8 ore dall\u2019ultimo pasto)<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Glicemia<\/span> \u2265 200 mg\/dl dopo 2 ore da carico orale di glucosio (75 g)<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Emoglobina glicata<\/span> \u2265 6,5%<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli ultimi dati pubblicati attestano un incremento massiccio di diagnosi di diabete nella popolazione italiana. Nello specifico, <strong>oltre 3 milioni e mezzo di italiani nel 2019 hanno dichiarato di essere diabetici. Si parla del 5.8% dell\u2019intera popolazione<\/strong> a presentare suddetta patologia. Rispetto ai dati del 2000, la percentuale di diabetici italiani \u00e8 aumentata del 60%. La giustificazione a questi dati viene attribuita all\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media e, soprattutto, all\u2019incremento del numero di anziani, che risultano i pi\u00f9 colpiti da questa patologia. Un anziano su tre, infatti, riceve una diagnosi di diabete di tipo 2. <strong>Se non trattato adeguatamente il diabete rappresenta una delle principali concausa di decessi<\/strong> e la principale causa iniziale in 23 mila casi di morte. Il ruolo di concausa di decesso \u00e8 stato ancor pi\u00f9 confermato con l\u2019arrivo della pandemia da SARS-CoV-2, dove su circa 5 mila casi di decessi con positivit\u00e0 al virus registrati fino al 25 maggio 2020, si \u00e8 verificata la presenza di diabete nel 15% dei casi. [4]<\/p>\n<p><strong>Sindrome Metabolica<\/strong><br \/>Data la stretta connessione tra quadro lipidico, glicemico e sistema cardiovascolare non \u00e8 inusuale che pi\u00f9 alterazioni possano presentarsi contemporaneamente.<strong> Nel 1999 la WHO<\/strong>, World Health Organization, <strong>coni\u00f2 il termine di sindrome metabolica per definire un paziente con almeno tre delle seguenti alterazioni: obesit\u00e0 centrale o addominale<\/strong> (calcolata attraverso la misura della circonferenza vita), <strong>bassi valori di colesterolo HDL<\/strong> (uomini &lt; 40 mg\/dl; donne &lt; 50 mg\/dl), <strong>alta pressione sanguigna<\/strong> (&gt; 130\/85 mmHg) <strong>e alta glicemia a digiuno<\/strong> (&gt; 100 mg). [8] In Italia, nel 2016, <strong>si \u00e8 stimata un\u2019elevata presenza di questa sindrome con un 23% nella popolazione maschile e un 21% in quella femminile.<\/strong> La problematica maggiore dei pazienti con sindrome metabolica \u00e8 rappresentata dall\u2019elevato rischio cardiovascolare. Infatti, in presenza di tale sindrome il rischio di eventi cardiovascolari avversi aumenta del 50% circa rispetto ai pazienti che non presentano tale problematica. [9]<\/p>\n<p><strong>Complicanze cardiovascolari<\/strong><br \/>La malattia cardiovascolare aterosclerica rappresenta la prima causa di morte e disabilit\u00e0 nei paesi ad alto sviluppo socio-economico. <strong>Questa malattia infiammatoria \u00e8 strettamente correlata a patologie quali obesit\u00e0 e diabete<\/strong>, ma soprattutto a stati di iperlipidemie con particolare riferimento ai livelli di colesterolo. Questa stretta correlazione viene confermata da numerosi trials clinici dove la terapia ipolipidemizzante per colesterolo LDL comporti una riduzione della mortalit\u00e0 sia in generale che per cause cardiovascolari. Come per la sindrome metabolica, <strong>anche la patologia diabetica fa raddoppiare il rischio di patologie cardiovascolari rispetto a individui sani<\/strong>, come patologia coronarica e attacco ischemico. Il rischio si manifesta pi\u00f9 alto soprattutto nel sesso femminile e nei pazienti giovani. Il rischio \u00e8 dipendente anche dalla copresenza di altre condizioni oltre al diabete. [1]<\/p>\n<h2>TRATTAMENTO DEI DISMETABOLISMI<\/h2>\n<p>Tutte le linee guida italiane e internazionali concordano sulla prima tipologia di trattamento per i pazienti affetti da alterazioni metaboliche, indistricabile in due punti fondamentali: cambiamento del regime alimentare e pratica di attivit\u00e0 fisica aerobica per un minimo di 150 minuti a settimana [7,10]. Accanto a questi interventi sullo stile di vita, nel caso di pazienti dismetabolici non ancora con patologia conclamata, una delle possibili strategie terapeutiche \u00e8 quella di affiancare l\u2019utilizzo di sostanze nutraceutiche. Questa strategia viene in aiuto soprattutto quando la compliance verso l\u2019intervento dietetico non \u00e8 ottimale.<\/p>\n<p>Numerose sono le sostanze utilizzate nell\u2019ambito della nutraceutica, tra cui inositoli, gymnema sylvestre, zinco, berberina, riso rosso fermentato. <strong>Gli inositoli, soprattutto nelle forme stereoisomeriche di myo-inositolo e d-chiro-inositolo, sono oggetto di numerose pubblicazioni che attestano il loro ruolo di insulino-sensibilizzanti.<\/strong> Nello specifico, <strong>nel loro rapporto plasmatico 40:1<\/strong> (rapporto myo:d-chiro) <strong>aiutano soprattutto nell\u2019abbassamento dei livelli glicemici e nel miglioramento dell\u2019insulino-resistenza,<\/strong> spesso associata [11]. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato un <strong>effetto migliorativo anche sul quadro lipidico<\/strong>, con particolare riferimento ai trigliceridi \u2013 colesterolo totale e LDL, <strong>in associazione ad alfa-lattoalbumina in donne insulino-resistenti e in sovrappeso<\/strong> [12].<\/p>\n<p><strong>Effetti sui parametri glicemici sono dati anche dalla gymnema sylvestre e dallo zinco.<\/strong> La prima \u00e8 ampiamente utilizzata nella medicina ayurvedica in quanto in grado di ridurre l\u2019assorbimento intestinale degli zuccheri [13], mentre il secondo viene riconosciuto come importante attore del pathway insulinemico[14].<\/p>\n<p>Parallelamente si posizionano riso rosso fermentato e berberina, che agiscono come ipocolesterolemizzanti. Dal primo si estrae la monacolina K capace di bloccare la sintesi di colesterolo, inibendo uno dei suoi enzimi chiave, la idrossimetilglutaril CoA reduttasi, mentre la seconda promuovendo un aumento dei recettori per il colesterolo LDL [15].<\/p>\n<h2>BIBLIOGRAFIA<\/h2>\n<p>[1] Dislipidemia e prevenzione secondaria del rischio cardiovascolare: dalle linee guida alla pratica clinica. Mattesini A. et al. G Ital Cardiol. 2019<br \/>[2] Linee Guida per il trattamento delle dislipidemie e la prevenzione della malattia cardio-vascolare. Jellinger P.S. et al. Endocr Pract. 2017<br \/>[3] Standard Italiani per la cura del diabete mellito 2018. AMD \u2013 SID. 2018<br \/>[4] 14TH Italian Diabetes Barometer Report 2021. Cucinotta D. et al. Diabetes Monitor Journal. 2021<br \/>[5] Prediabetes, undiagnosed diabetes and diabetes risk in Italy in 2017-2018: results from the first National screening campaign in community pharmacies. Brunetti P. et al. J Public Health. 2021<br \/>[6] 1\u00b0 Italian Obesity barometer Report<br \/>[7] Documento di consenso su un algoritmo di trattamento integrato per il diabete mellito di tipo 2 (Raccomandazioni operative 2019). Garber A.J. Et al. Endocr Pract. 2020<br \/>[8] Metabolic syndrome and cardiovascular disease. Qiao Q. et al. Ann Clin Biochem. 2007<br \/>[9] <a href=\"https:\/\/www.epicentro.iss.it\/diabete\/epidemiologia\">https:\/\/www.epicentro.iss.it\/diabete\/epidemiologia<\/a><br \/>[10] Linee guida di pratica clinica dell\u2019America Association of Clinical Endocrinologists e American College of Endocrinology: Trattamento Medico dei pazienti con Obesit\u00e0. Garvey W.T. et al. Endocr Pract. 2016<br \/>[11] Inositol in polycystic ovary syndrome:restoring fertility through a pathophysiology-based approach. Lagan\u00e0 A.S. et al. Trends Endocrinol metab. 2018<br \/>[12] A multicenter clinical study with myo-inositol and alpha-lactoalbumin in Mexican and Italian PCOS patients. Hernandez Marin I. et al. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2021<br \/>[13] Comprehensive, review on phytochemicals, pharmaoclogical and clinical potentials of Gymnema Sylvestre. Khan F. et al. Front Pharamcol. 2019<br \/>[14] Zinc\u2019s role in the glycemic control of patients with type 2 diabetes: a systematic review. De Carvalho G.B. et al. Biometals. 2017<br \/>[15] Position statement su \u201cNutraceutici per il trattamento dell\u2019ipercolesterolemia\u201d della Societ\u00e0 italiana di Diabetologia (SID) e della Societ\u00e0 Italiana per lo Studio dell\u2019Aterosclerosi (SISA).<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.6.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_module=&#8221;5529&#8243; saved_tabs=&#8221;all&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.6.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.6.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h2>Articoli in evidenza<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_blog fullwidth=&#8221;off&#8221; posts_number=&#8221;3&#8243; include_categories=&#8221;all&#8221; excerpt_length=&#8221;200&#8243; show_author=&#8221;off&#8221; show_date=&#8221;off&#8221; show_categories=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.7.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_blog][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il termine &#8220;dismetabolismo&#8221; si intende l\u2019alterazione del metabolismo di un individuo. 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